mercoledì 13 dicembre 2017

Albero di Natale 2017, con cuori di carta


Anche quest'anno io e i bambini abbiamo preparato delle  nuove decorazioni per l'albero di Natale.
Abbiamo pensato a dei semplici cuori rossi, realizzati con due strisce di cartoncino rosso - una più lunga, in tinta unita, per il cuore esterno, ed  una lunga la  metà, a fantasia - piegate ed unite con pochi punti di pinzatrice. 

Al centro di ogni cuore abbiamo poi fissato un nastrino in tinta, così da poterli appendere all'alberello. 

Ecco i ragazzi all'opera il pomeriggio dell'8 dicembre, come da tradizione.
Come accennavo in un commento, quest'anno Tommaso aveva espresso il desiderio di un albero di Natale con le palline e di un presepe con le statuette.
Ai nostri cuori di carta, quindi, abbiamo abbinato lucette rosse sempre a forma di cuore, ma anche palline di plastica dorata.
Ecco qui!

Per decorare ulteriormente la nostra sala e accontentare anche Tommaso, a cui sarebbe piaciuto utilizzare anche le palline in polistirolo decorate da loro anni fa, ma davvero troppo delicate per le scorribande di Pepe, il nostro micetto ormai diventato grande micione, ma ancora vivace e giocherellone, abbiamo appeso le palline al soffitto, per un effetto caldo e scintillante.

Mentre i fratelli si occupavano dell'albero, Giovanni si è dedicato prevalentemente al presepe tradizionale, che vi mostreremo la prossima settimana insieme al nostro presepe creativo di quest'anno. 

lunedì 11 dicembre 2017

Pannello fuori-porta natalizio


Dopo il pannello d'autunno, nei giorni scorsi ci siamo dedicati, tra le tante decorazioni natalizie, alla realizzazione dii un pannello fuoriporta per il periodo delle festività.
Anche questa volta, come base abbiamo utilizzato un pannello di legno compensato, in questo caso un po' più grande del precedente, date le dimensioni della scritta.
Tommaso si è occupato di rendere tutto rosso il pannello, utilizzando una bomboletta spray di vernice acrilica.

Nel frattempo, Mariangela si occupava di dipingere ogni lettera di legno con il colore acrilico argentato...

Appena tutto è stato asciutto, Tommaso si è lanciato a comporre la scritta!

Con più calma, Camilla, Tommaso e Mariangela sono poi andati ad incollare le lettere e a decorare il nostro fuoriporta riciclando in maniera creativa diverse decorazioni ed elementi che avevamo in casa, residuo di lavoretti o decorazioni degli scorsi anni: l'alberello di pasta, il Babbo Natale, e poi, con formine fustellate,  hanno composto una Stella Cometa, Gesù Bambino e "2017".

Ecco qui!

In ultimo, con due buchini ai lati superiori ed un po' di nastrino da regalo rosso, il pannello è stato appeso fuori dalla porta di casa.



venerdì 8 dicembre 2017

I libri di Margherita: Enrico VIII


ENRICO VIII

DATI EDITORIALI
Titolo: Enrico  VIII
Autore: Dara Kotnik
Casa Editrice: Rusconi
Numero di pagine: 350

GENERE DEL LIBRO
Biografia storica, saggio.

SINOSSI
Questo libro racconta la storia di Enrico VIII Tudor d’Inghilterra, uno dei personaggi certamente più affascinanti del Rinascimento.
Chi era davvero?
Un dominatore, un uomo senza cuore senz’altro, un sovrano che ha tartassato il suo popolo ma che ha anche saputo farsi amare da esso, un’amante, un amato.
Il confine fra le sue molteplici personalità è sottile, quasi invisibile: per questo rimane una persona e soprattutto una personalità avvolta da un enigmatico chiaroscuro di ombre e luci.
Ciò che ci rende difficile comprenderlo appieno è il suo comportamento: Enrico si nascondeva dietro le apparenze, non si sa mai con certezza quello che pensasse davvero.
Era un abile diplomatico, con un’ampia gamma di armi a doppio taglio da utilizzare a piacimento, e maschere da indossare per interpretare i vari ruoli che si sono alternati nella sua vita, proprio come su un palcoscenico.
E’ stato uno sfruttatore, ha utilizzato persone come gli pareva, le ha elevate al massimo grado di potenza e poi le ha scagliate per terra, schiacciandole come se fossero nulla una volta che non gli servivano più.
Forse ha amato, come testimoniano le sue lettere cariche di apparente devozione per Anna Bolena.
E’ stato focoso e passionale, questo lo sappiamo di per certo.
Cambiava idea facilmente sulle cose e le questioni, così come sulle persone.
Proprio per tali ragioni ha avuto sei mogli: Caterina d’Aragona, Anna Bolena. Giovanna Seymour, Anna di Cleves, Caterina Howard, Caterina Parr.
Ha distrutto in un modo o nell’altro la vita di ognuna di loro, ripudiando e diffamando Caterina d’Aragona, decapitando Anna Bolena, lasciando morire Giovanna Seymour, decapitando la giovanissima Carina Howard, abbandonando perché brutta Anna di Cleves.
Solamente Caterina Parr è uscita completamente illesa dal matrimonio con Enrico VIII d’Inghilterra, ma solo per un colpo di fortuna: infatti, Enrico è morto pochi anni dopo il suo matrimonio con l’ultima moglie.
Enrico ha legittimato e illegittimato le proprie figlie, solamente perché femmine o perché figlie di mogli che non desiderava più al suo fianco, perfino Elisabetta I, nel disperato e maniacale tentativo di avere un figlio maschio che portasse avanti il casato dei Tudor.
Ha avuto figli illegittimi e amanti, trucidato amici, dissanguato bambini, distrutto villaggi, squartato uomini.
Chi era Enrico Tudor? Tutto questo.
Ma una cosa la sappiamo con certezza: Enrico resta e resterà sempre un enigma irrisolvibile.

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto.
Non avevo mai letto una biografia su un personaggio storico, ma dato che studiare Enrico VIII Tudor mi aveva affascinata ma anche lasciato molte curiosità, ho deciso di provare.
Devo dire che mi è proprio piaciuto! Certo, in alcuni punti è un po’ difficile o un po’ noioso, ma si compensa ampiamente con le curiosità, il linguaggio chiaro e fluido e la narrazione non troppo complessa ma molto attendibile dei fatti.
Bello, proprio bello.
Lo consiglio a chi ama la storia e ha voglia di impegnarsi in un libro di tale argomento e di una lunghezza comunque considerevole.


Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

mercoledì 6 dicembre 2017

Tante casette per il calendario dell'Avvento 2017:

Quest'anno abbiamo pensato di costruire un calendario dell'Avvento composto da tante casette.
Per realizzarlo, abbiamo utilizzato due fustelle della Big Shot: quella che avevamo usato per le bomboniere dii Giovanni ed una numerica.
Per prima cosa, ci siamo procurati dei fogli di cartoncino a fantasia sui toni del rosso, del bianco e del verde e abbiamo fustellato tante sagome per casette e tanti tetti bianchi.

Poi abbiamo composto le casette piegando le sagome ed incollando le pareti con colla a caldo.

Abbiamo poi fustellato le cifre su gomma crepla glitterata color oro e rossa e abbiamo incollato i numeri - da 3 a 25, come i giorni di dicembre di Avvento di quest'anno -  .su rettangolini di cartoncino nero, le porte delle nostre casette.
Abbiamo cercato di disporre le casette e i numeri alternando colori e fantasie.

Come supporto-sfondo abbiamo scelto un cartoncino Bristol grigio chiaro, che abbiamo incollato ad un cartone più spesso (riciclo di scatolone) per renderlo più robusto e resistente.
Dato che il colore era comunque un po' smorto, abbiamo cosparso l'intera superficie con colla vinilica a cui avevamo mescolato brillantini dorati in abbondanza.

Mentre il tutto si asciugava, siamo andati a riempire le casette-scatoline: semplicemente con caramelle, cioccolatini ed un bigliettino rosso con il conto alla rovescia dei giorni mancanti al Natale.

Abbiamo aggiunto una scritta e un paio di immagini e siamo andati a fissare - con puntine e colla a caldo -- un nastro in cima al cartellone, che così ha potuto essere appeso.
Ovviamente, dal vivo è molto più bello e luccicante.


lunedì 4 dicembre 2017

Gita sulla neve


Ormai un mese fa, precisamente l'8 novembre - ma riesco a parlarne qui solo ora! - io e i ragazzi ci siamo regalati una bella gita in montagna insieme alla nonna. 
Era un mercoledì di bassa stagione, giorno feriale come piace a noi per le gite. 
Meta: la Val Gardena, tra monti che, oltre che per la loro straordinaria bellezza, ci sono molto cari perchè lì trascorrevamo le vacanze estive io e la mia famiglia quand'ero ragazzina e poi anche tanti anni quando i bimbi erano piccolini. 
L'idea iniziale, nel progettare la gita, era di ammirare le Alpi tra i magici colori autunnali, dopo essere stati un pomeriggio di un paio di settimane prima, nel bosco degli Appennini modenesi a raccogliere castagne....  

Ma tra una gita e l'altra le temperature sono improvvisamente scese... così, anzichè una gita tra foglie e boschi dai colori caldi... la nostra è diventata una gita alpina sulla neve!
La cosa più bella è stata forse  l'aspettativa in tutti noi: sapevamo che fosse nevicato anche il giorno prima e, già durante il viaggio, abbiamo iniziato a vedere le cime dei monti innevati....per cui i bimbi erano  in spasmodica attesa di arrivare a vedere la neve da vicino.
Però, una volta finalmente usciti dall'autostrada - il viaggio per noi dura comunque circa 4 ore - la neve non si vedeva più: cielo terso, strade e prati puliti... Anche salendo e salendo e salendo... niente neve?
1000 metri, 1100, 1200, 1300... finalmente, verso i 1400 metri, le prime tracce di neve! Allora è vero che, con l'altitudine, calano le temperature!
Poi siamo arrivati a destinazione: Selva di Val Gardena, 1565 metri di altitudine.
Ed ecco la neve da pestare! Finalmente, la neve, la neve!
I bambini erano al settimo cielo, 
Non ho potuto far altro che  accostare la macchina e farli scendere, scendere tutti insieme e, finalmente, pestare la neve,
Da noi, in pianura, non nevicava "seriamente" da circa 4 anni, per cui l'attesa finalmente ripagata era gioia pura, per tutti.  


Poi siamo risaliti in macchina, abbiamo fatto un breve giretto per il paese e, procuratici i panini per  il pranzo al sacco, ci siamo fermati a mangiare e giocare le parchetto del paese. Tutto nostro, silenzioso, bellissimo e soprattutto... tutto bianco!

Dopo pranzo, ancora di più: ci siamo diretti in Vallunga, una splendida valle incastonata tra le montagne, meravigliosa in estate per splendide passeggiate tra le mucche al pascolo, con la minuscola e graziosissima chiesetta di San Silvestro ad accogliere i viandanti... e da brividi ora: una meravigliosa distesa bianca, ricoperta da molti molti centimetri di neve freschissima ed immacolata.

Mamma, facciamo un pupazzo di neve? Certo che sì!
La "materia prima" era così abbondante, che n pochi minuti il nostro pupazzone era formato, bello e grande  come nei cartoni animati!

Non avevamo elementi predisposti per la sua decorazione, ma abbiamo usato un po' di fantasia e qualche oggetto recuperato in automobile: una vecchia cannuccia per naso, stelline di gomma crepla (là per caso) per occhi e bottoni, qualche forcina per capelli per fissare le stelline, uno spicchio di pagnottina per bocca, due bastoncini trovati lì vicino come braccia e la cuffia di Giovanni in testa.. Ed eccolo qui!!!!

Qualche foto e tanti giochi nella neve!

Dopo una breve camminata a pieni piedi tra la neve, ci siamo poi diretti ad Ortisei, per  una passeggiata in questo centro sempre incantevole e una cioccolata calda.

Poi, via per il ritorno a casa. 
8 ore di viaggio in una giornata per poco più di 5 ore in montagna, ma, siamo stati tutti d'accordo, ne è valsa davvero la pena.
Vi lascio con i pensieri di Camilla, Tommaso e Giovanni su questa splendida giornata.

Camilla
10 – 11 - 17
Tema
Gita sulla neve
Ieri l’atro sono andata in montagna.
Io e la mia famiglia abbiamo visto tanta neve e abbiamo fatto un pupazzo di neve.
Il paesaggio  era molto bello e tutto bianco.
Siamo andati in Vallunga e abbiamo fatto una passeggiata e poi ci siamo fermati a  mangiare in un parco giochi.
C’era tantissima neve.
Mi sono divertita moltissimo con la neve.

Tommaso

Giovanni


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