martedì 15 agosto 2017

Pupazzetti con capelli d'erba

Una ventina di giorni fa ho deciso di proporre ai ragazzi un lavoretto che rimandavo da tanto tempo.
Qualcosa di semplice, "ricicloso" e divertente che molti di noi hanno sicuramente fatto da bambini, o in cui si sono per lo meno imbattuti: i pupazzetti con capelli d'erba, simili a grosse  patate, ricavati da vecchi collant.
Avevo da parte una gran serie di collant rosa di quando le bimbe erano piccole piccole e facevano le mini-ballerine... pur essendo di filanca e non di nylon o a rete come sarebbe consigliabile per questo tipo di lavoretto abbiamo provato ad utilizzarle comunque, con ottimi risultati.  
Ecco, dunque, come abbiamo realizzato i nostri pupazzetti.
Occorrente:
- collant 
- segatura
- semi d'erba da prato (o erba gatta)
- forbici, cucchiaio, imbuto a foro largo
- spago sottile
- occhietti mobili e decorazioni varie
- colla a caldo
- ciotolina 
- spruzzini

Procedimento:
- Per prima cosa, occorre tagliare il "piede" della calza, per una lunghezza complessiva di almeno 20 cm.
- Infilare la calza tagliata in una ciotola o contenitore.

- Mettere sul fondo della calza (la punta del piede) un paio di cucchiaiate di semi.  

- Ora riempire progressivamente la calza di segatura, aiutandosi eventualmente con un imbuto (noi abbiamo usato quello per le marmellate, largo in fondo) e pressando la segatura verso il basso, in modo da modellare una forma tondeggiante e riempire sempre di più la calza.

- Una volta ottenuta la dimensione desiderata, chiudere la calza con un nodo. 
- Tagliare l'eventuale eccedenza di tessuto al di là del nodo, ma lasciare comunque un po' di tessuto libero dopo il nodo: aiuterà il pupazzetto a assorbire acqua.

- Pizzicare la calza ed afferrare una piccola parte di segatura, così da formare il naso del pupazzetto, che si fisserà girandoci attorno un po' di spago.

Ed  ora... la  parte più divertente dei preparativi:
- Decorare a piacere il vostro pupazzetto!
Noi abbiamo usato occhietti mobili, ritagli di gomma crepla, piccoli pezzetti di scovolini colorati, pennarelli per tessuti, decorazioni varie, attaccando tutto con la colla a caldo.


Ecco qui i nostri cinque pupazzetti, a cui i bambini hanno anche dato un nome.


A questo punto, si può scegliere di far "partire" subito lo sviluppo delle piantine, o di attendere qualche giorno..

- Fare un primo "bagnetto" ai pupazzetti, immergendo con particolare cura soprattutto la testa.

- Appoggiare ogni pupazzetto su una ciotolina, da tenere sempre umida, in mondo che il pezzettino di calza oltre il nodo possa assorbirla e trasferirla alla segatura.

Spruzzare regolarmente i pupazzetti con acqua, ogni giorno.
Già il giorno dopo, il rosato dei nostri pupazzetti ha lasciato il posto prima a macchie, poi a un colore marroncino: è normale, l'umidità ed il colore ella segatura prevarranno.

Ora, guardate che risultato, in pochissimi giorni!

Dopo 3 giorni


4 giorni


5 giorni

6 giorni


7 giorni


9 giorni


10 giorni


12 giorni... le bimbe si sono diverte ad acconciare le loro pupazzette... ma solo per un pochino, per non far soffrire le piantine!

Data la semplicità della cosa e la soddisfazione della crescita, nel frattempo abbiamo preparato altri due pupazzetti da regalare ad amici con bimbi piccolini e non...!

venerdì 11 agosto 2017

I libri di Margherita: L'isola delle farfalle


L’ISOLA DELLE FARFALLE

DATI EDITORIALI
Titolo:  L’isola delle farfalle
Autore: Corina Bomann
Casa Editrice: Giunti
Numero di pagine: 494

GENERE DEL LIBRO
Romanzo d’amore e del mistero.

LUOGHI DELLA STORIA
Europa, Germania, casa di Diana e suo marito, Inghilterra, Tremayne House, ospedale, camera della zia Emmely, camera mortuaria, Sri Lanka, Ceylon, casa di Jonathan, ristorante locale, hotel, Vannattuppucci Tea Company, capanna del tè, campi di tè, palma, camera di Grace e Victoria, davanzale, sala da pranzo, sala da ballo, pergolato, casa degli Stockton, giardino, torretta nel giardino, nave postale sull’Oceano Indiano.

TEMPO DELLA STORIA
La storia scorre in due diverse epoche.
La storia di Diana e Jonathan si svolge nel 2008, mentre quella di Grace e Victoria Tremayne fra il 1887 e il 1888.
Inizialmente c’è anche un scena che si svolge nel 1945.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Diana Wagenbach, Jonathan Singh, Grace Tremayne, Victoria Tremayne, zia Emmely, Vikrama, Mr. Green, Henry Tremayne, Dean e George Stockton, madre di Grace e Victoria, Mr Cahill e altri personaggi minori.

TRAMA
Diana Wagenbach è una talentuosa avvocatessa inglese, trasferitasi con il marito in Germania, ma quando un giorno scopre che lui l’ha tradita per l’ennesima volta, decide di recarsi in Inghilterra, dove ha saputo che l’amata zia Emmely è in fin di vita.
Quando la raggiunge in ospedale, scortata dal fedele maggiordomo Mr. Green, la zia le dice che deve riscoprire un remoto segreto di famiglia nascosto da tempo fra le antiche mura di Tremayne House, la bellissima tenuta che appartiene alla loro famiglia da secoli.
Prima di morire, la zia Emmely le dice che nella libreria nello studio c’è uno scomparto segreto in cui sono nascosti degli oggetti che le saranno d’aiuto per la sua ricerca.
Senza sapere come farà a mantenerla, Diana le promette che svelerà il segreto che la zia le sta affidando.
Una volta tornata a Tremayne House, scopre lo scomparto segreto che, una volta aperto, contiene oggetti che apparentemente non hanno nessun legame fra loro: un ciondolo con una grossa pietra turchese, una vecchia guida turistica di Colombo, una fotografia ingiallita e una foglia essiccata incisa a motivi illeggibili.
Dopo di ciò, Diana troverà altri numerosi indizi disposti per tutta la casa e dintorni.
Fra le lettere ritrovate, ce n’è una del 1888, scritta da Victoria Tremayne alla sorella Grace, in cui la prima le chiede perdono e narra di uno scandalo di cui nessuno pare sapere niente.
Gli indizi decisivi saranno una vecchissima bustina di tè con scritto Vannattuppucci Tea Company e una statua sopra la tomba della nonna di Diana, Beatrice (a sua volta la nipote di Grace, sorella maggiore di Victoria) la quale era morta nel 1945 appena data alla luce sua figlia Johanna, la madre di Diana.
Sulla tomba di Beatrice, infatti, Diana vede una grande scultura rappresentante un angelo, ma un angelo molto particolare, con il volto dai tratti orientali tipicamente maschili.
Allora Diana parte per l’Oriente e si reca a Ceylon, l’incantevole isola del tè e delle farfalle, in cui è sicura riuscirà a svelare il terribile mistero di famiglia, dei cui dettagli anche Grace è sempre stata all’oscuro.
A Ceylon, Diana incontra Jonathan Singh, affascinante storico e scrittore raccomandatole dall’amico Micheal in quanto gli doveva un favore e sarebbe stato contento di conoscerla.
A Ceylon i due scoprono gli ultimi tasselli mancanti per ricomporre tutto il puzzle: scoprono infatti che gli antenati di Diana, i Tremayne, avevano una piantagione di tè a Ceylon, Vannattuppucci, e lriusciranno finalmente a riscoprire il macabro segreto di famiglia.
Capiscono infatti l’antica storia di Grace e Victoria Tremayne, due sorelle di diciotto e quattordici anni che sono vissute in quei luoghi esotici e bellissimi nel lontano 1800.
Nel 1887, infatti, le due sorelle si trasferirono dall’Inghilterra a Ceylon per seguire il padre, diventato proprietario di una vasta e florida piantagione di tè.
Il capo direttore della piantagione era Vikrama, un meticcio metà inglese e metà tamil, bellissimo e gentile.
Ben presto tra Grace e Vikrama nasce un sentimento...
Grace confida il proprio amore per Vikrama a un diario segreto, che poi si ripropone di bruciare.
Dopo molte avventure e disavventure, però, Victoria trova il suo diario segreto e lo dà al padre, per gioco, senza pensare alle disastrose conseguenze del suo gesto.
Infatti Henry fa frustare Vikrama, ma questo riesce a scappare.
Nel frattempo, però, Grace non sa che a dare il diario al padre non è stata la sua governate, Miss Giles, come pensa, bensì proprio la sua amata Victoria.
Alla fine, per colpa di un fatto oscuro, Grace è costretta a tornare in Inghilterra.
Ma il mistero non è ancora del tutto svelato.
Infatti Diana e Jonathan, dopotutto ciò, scoprono un altro diario: quello appartenente a Mr. Cahill, l’avvocato di Henry Tremayne, il quale ha un ruolo rivoluzionario nella vicenda...
Cosa ne è stato di Vikrama?
Con questo, Diana e Jonathan hanno concluso le ricerche e fatto ritornare a galla quell’orribile segreto.
Intanto, Diana e Jonathan non sono indifferenti l'uno all'altro...
Grazie a Mr. Green, scoprono anche dove è stata sepolta Grace, che si era portata nella tomba un altro segreto legato allo Sri Lanka...
Qual è? Cos'è veramente successo tra Grace e Vikrama? Perchè lei è scappata e lui non l'ha mai più cercata? E tutto ciò cosa c'entra con Diana e sua zia...?

COMMENTO PERSONALE
Questo libro mi è piaciuto moltissimo, ma ha lati molto positivi e altri molto negativi.
La storia, cioè, è meravigliosa fino a una settantina di pagine prima della fine
Ho trovato che fosse totalmente privo di senso il segreto di Grace che poi viene scoperto.
Non era coerente con il suo personaggio, questa mancanza pressoché totale di raziocinio.
Il fatto che Mr. Cahill abbia avuto poi un ruolo così importante nella conclusione, secondo me non ha avuto senso, perché non si sospettava di nulla durante una prima lettura dei fatti e non era un personaggio importante, per cui secondo me rende il tutto un po’ squilibrato.
E’ un peccato che Vikrama sia finito così.
Per cui, in pratica, la fine mi ha delusa molto, perché prima di allora era un romanzo bellissimo.
Per quanto riguarda i quattro quinti del romanzo, belle le descrizioni, ti portano ad innamorarti di Ceylon e di Vannattuppucci, dei campi di tè e delle donne in sari colorati: giallo canarino, giallo oro, giallo limone, verde pisello, verde brillante, verde smeraldo, fucsia, rosa carico, rosso ciliegia, rosso brillante, rosso sangue, arancione, celeste, turchese, blu notte, viola, violetto sui costumi tipici di quella terra.
Bellissimo.
Mi è piaciuta moltissimo la storia di Grace e Victoria prima della fine.
Scritto benissimo, ti porta ad immergerti nell’atmosfera del tardo 1800 orientale, con lo spirito dell’epoca e la sottomissione dei figli al volere dei genitori.
Infatti, anche se ne aveva diciotto, di anni, Grace si comportava come una dodicenne, mentre Victoria, che di anni ne aveva quattordici, si comportava come una bambina di otto.
Il personaggio di Vikrama mi è piaciuto, ma mi sarebbe piaciuto di più se si fosse raccontata la storia un po’ anche dalla parte di lui, invece che soltanto da quella di Grace.
Quindi, in sintesi: libro meraviglioso, peccato per il finale deludente. 


Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".


lunedì 7 agosto 2017

Il primo concorso letterario di Margherita



Qualche mese fa, ho notato per caso un concorso letterario indetto dalla biblioteca di un paesino delle nostre zone.
Era a tema musica, precisamente: "La grande musica frequenta l'anima. Storie e racconti ispirati dalla musica".
Incuriosita, ho dato una scorsa al bando: "Verranno considerati attinenti al tema racconti in cui la musica (di qualsiasi tipo), che suscita emozioni e sentimenti, abbia un ruolo non marginale.
Il racconto potrà essere di qualsiasi genere: autobiografico, giallo, noir, thriller, fantastico, per bambini, umoristico, ecc.".
"Le prime dieci opere classificate verranno pubblicate in un libro edito in almeno 500 copie".

Ne ho parlato a Margherita che, come me, è stata subito incuriosita e intrigata dall'idea di provare a cimentarsi con la nuova  esperienza di un concorso letterario.
Dato che nel bando la cosa non era specificata, abbiamo poi chiesto agli organizzatori del concorso se la partecipazione fosse aperta anche ai minorenni: pur essendo questo concorso ormai alla nona edizione, era la prima volta che si verificava questa eventualità. Ad ogni modo, la risposta è stata affermativa: Margherita ci poteva provare.
A quel punto, tutto è passato nelle "mani" della mia ragazzina: ormai mancavano pochissimi giorni alla scadenza del bando, il tema non era del tutto nelle sue corde (la musica non rientra tra i suoi interessi principali), sapeva di partecipare ad un concorso tra soli adulti, ma ci voleva provare.
Ci si è buttata a capofitto e, il giorno prima della scadenza del bando, il racconto era pronto: un racconto fantastico di 36 pagine, ricchissimo di descrizioni, dialoghi, panorami incantati e immaginifici.
A quel punto, io mi sono occupata della parte burocratica: il pagamento della tassa di concorso in posta, la compilazione del modulo d'iscrizione e della liberatoria per far partecipare una minorenne, ecc.
Non so come, ma solo al momento della stampa e dell'imbustamento definitivo, a  poche ore dallo scadere del bando, ci siamo accorte che ci fosse un limite di battute: era la prima volta che qualcuno di noi partecipava ad un concorso del genere, non ci avevamo proprio pensato... ed il racconto scritto da Margherita sforava di ben 20.000 caratteri! Praticamente, un terzo del racconto era in più.
Delusa ma determinata, Margherita non è persa d'animo e si è ributtata a capofitto sulla sua "opera": in una sola, lunghissima serata, ora dopo ora, taglio dopo taglio (operazione  comunque dolorosa, per lei), è riuscita a ridimensionare l'intero racconto, rientrando nei limiti.
Passati un paio di mesi, un giorno, arriva una mail: il racconto di Margherita è arrivato nono!
Tra partecipanti adulti - e, abbiamo poi saputo, molti dei quali scrittori o giornalisti di professione, o comunque abituali concorsisti - una ragazzina di 12 anni è arrivata tra i primi 10.
Per noi, è come se  avesse vinto il primo premio.
Il suo racconto, "Melodia: la  musica non conosce limiti" è ora stampato ed inserito in un'antologia.
Ieri sera, tra tanta emozione, si è svolta la premiazione, tra musica soave, lettura dei primi 5 racconti classificati, piccola timida immersione in un nuovo mondo.
Ecco qualche estratto della serata.

La copertina del libro

La nostra piccola-donna-scrittrice sul palco.

Infine, la recensione del racconto di Margherita - scritta dal giurato Maurizio Comanducci, che ringraziamo - e una breve presentazione dell'autrice.


venerdì 4 agosto 2017

I libri di Margherita: Non proprio un appuntamento

NON PROPRIO UN APPUNTAMENTO

DATI EDITORIALI
Titolo:  Non proprio un appuntamento
Autore: Catherine Bybee
Casa Editrice: AmazonCrossing
Numero di pagine: 270

GENERE DEL LIBRO
Romanzo rosa.

LUOGHI DELLA STORIA
America, Texas, California, casa di Jessie e Monica, ospedale, camera di Denny, camera di Jessie, pub, Morrison Hotel, ristorante italiano, limuosine, macchina scassata di Jessie, sala congressi, casa della madre di Jessie, pick-up, parco giochi, zoo, negozio di automobili, rance in Texas, negozio di abbigliamento.

                                             TEMPO DELLA STORIA          
Ambientato ai giorni nostri, più o meno nel periodo natalizio.

PERSONAGGI PRINCIPALI
Jessie, Jack, Denny, Monica, Katie, Dean, Brad, Tom, madre di Jessie, padre di Jack e altri personaggi minori.
TRAMA
Jessica, chiamata da tutti Jessie, è una giovane donna californiana che fa la cameriera in un pub. Da quando deve occuparsi anche del figlio Denny di cinque anni, nato fuori dal matrimonio da una relazione finita male, Jessie deve lavorare duramente per mantenere sé stessa, l’adorato bambino e la sorella Monica, che abita con la sorella e il nipotino in un piccolo appartamento.
Jessie non ha posto per niente nella sua vita, tranne il pragmatismo, Denny e il lavoro, che le consente di racimolare uno stipendio scarno, non abbastanza per vivere nella tranquillità ma abbastanza per vivere dignitosamente.
Jack Morrison, invece, è un uomo attraente e seducente, dai bellissimo occhi grigi, figlio del proprietario di una delle catene di hotel di lusso più famose in America, i Morrison Hotel.
Nonostante la ricchezza e le numerose bellissime donne che vedono in lui solo uno scapolo ricchissimo e molto appetibile, Jack è insoddisfatto: non vuole semplicemente una fidanzata, vorrebbe una ragazza che lo ami, che ami lui, e non il suo nutrito portafoglio.
Per questo quando incontra Jessie, bellissima e interessante, mentre fa la cameriera in un pub, ne è subito irrimediabilmente attratto, ma decide di non rivelare la propria reale identità, ciò di dirle che in realtà è ricchissimo, lasciandole credere di essere soltanto un bellissimo e affascinante cameriere texano.
Vuole capire se anche lei prova la stessa attrazione sua, se è disposta ad andare oltre le presunte barriere economiche per stare con lui.
Ma purtroppo Jessie, per amore del figlio, ha scelto di uscire solo con uomini ricchi, che potrebbero dare stabilità economica alla sua famiglia.
Eppure entrambi non riescono a dimenticarsi.
Per questo lui continua a venirla a trovare al pub e così, anche se lei vorrebbe tenerlo lontano, è inevitabile permettergli di entrare nella sua vita e di occupare un posto sempre più rilevante nel suo cuore…
Jessie non sa che Jack è ricco, né che le sta mentendo… anche se per una buona causa... riuscirà Jack a dire a Jessie che in realtà è il ricchissimo erede di una catena internazionale di hotel di lusso?
Jessie riuscirà a capire i motivi che lo hanno spinto a mentirle?
Ma soprattutto: che affetto avrà tutto questo sulla loro relazione?
In fondo il loro non era proprio un appuntamento….

COMMENTO PERSONALE
Questo libro è carino.
Nulla di speciale, grazioso e leggero, una tipica “lettura-da-ombrellone”.
E’ un romanzo romantico, leggero, senza troppe pretese, il finale è scontato come il titolo e la copertina ma tuttavia non è affatto un brutto libro, anzi.
Tranquillo e molto carino, non originale ma comunque ben scritto.

 Con questo post partecipo al  "Venerdì del libro" di "HomeMadeMamma".

mercoledì 2 agosto 2017

Pitagora e gli Smarties


Un post veloce per  mostrarvi come, l'anno scolastico appena concluso, io e Margherita ci siamo approcciate al Teorema di Pitagora.
Diciamo che la matematica in generale, e la geometria in particolare, non sono esattamente il nostro forte. Tra le dimostrazioni del teorema rischiavamo di perderci un po'...
Però mi sono ricordata -  come dimenticarlo? - di un gioco per facilitare l'apprendimento inventato dalla mitica Sybille:  Introducing Pythagoras: Eat, Play, Love!
Da golosone quali siamo, io e Margherita abbiamo pensato di utilizzare i confettini Smarties al posto degli ortaggi.

Peccato che non li avessimo tutti della stessa misura... Ma il risultato è stato ugualmente divertente, sorprendente ed istruttivo!



Da questa prima comprensione empirica, siamo poi andate avanti con il calcolo delle misure dei lati di un triangolo rettangolo e poi, via via, con l'applicazione del teorema ai quadrilateri ed ai triangoli. 

lunedì 31 luglio 2017

3 giorni sul Lago di Como

Un paio di settimane fa abbiamo avuto l'opportunità di trascorrere qualche giorno sul Lago di Como.
Siamo stati gentilissimamente ospitati da una famiglia homeschooler della zona, che avevamo incontrato solo una volta, a casa nostra, ma con cui abbiamo contatti da qualche anno, grazie al blog e al fatto che Mariangela sia amica di penna di una delle loro figlie.
Sono state giornate bellissime e vissute in un clima sereno ed allegro, tra tanti bambini (5 + 5) che sono subito entrati in sintonia e diventati amici, come pure noi genitori.
Per discrezione, non vi mostrerò la meravigliosa sistemazione che ci hanno riservato, nè la loro splendida casa... ma davvero, tutto di una bellezza tale, da lasciare senza fiato.
Eravamo sul ramo comasco del lago, in un ameno paesino nei pressi di Cernobbio. 
Vi mostro qualche scatto...

I nostri amici, il secondo giorno, ci hanno portato in gita nella piacevolissima Val d'Intelvi.


Presso Sighignola, abbiamo poi potuto godere del panorama mozzafiato del Balcone d'Italia, affacciato sul Lago di Lugano, al confine tra Italia e Svizzera.

I nostri amici ci hanno anche spiegato l'affascinante "segreto" dell'allevamento dei bachi da seta e della produzione del prezioso tessuto, la cui lavorazione è tipica del territorio comasco.
Il fatto più sorprendente per noi, è stato lo scoprire che ogni baco produca, intorno a proprio bozzolo, ben 1500 meri di filo ininterrotto di seta!   

L'ultimo giorno, salutati i nostri amici, abbiamo deciso, strada facendo, di fare una piccola deviazione per visitare anche "Quel ramo del lago di Como"!
Eh sì, perchè io e Margherita, in questo periodo, stiamo leggendo insieme, con grandissimo piacere, "I promessi sposi"...! Come potevamo lasciarci sfuggire l'occasione di fare una capatina nei luoghi del romanzo?
Eccoci dunque a Lecco, dove ci siamo concessi un piccolo "tour manzoniano" in barca, tra Adda e lago di Como, passando da Lecco per Pescarenico, potendo ammirare il monte Resegone e ripercorrere parte del percorso di Lucia nel suo celeberrimo "Addio, monti". 

Con noi, in barca come in tutta la mini-vacanza, c'era anche l'inseparabile micio-Pepe!

Appena rientrati a casa, Mariangela si è affrettata a disegnare il bel gruppo di amici, per inviare il suo disegno subito subito...
Grazie ancora a tutta la famiglia per questo dono così speciale e prezioso: ci avete accolto nella vostra casa e nella vostra vita con una naturalezza davvero rara.
Tutti noi ve ne siamo immensamente grati.


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